Faccio outing sul terremoto in Abbruzzo
Non è carino vedere gente morire o perdere tutto in un minuto, ma dopo quei pochi momenti di costernazione mi ritrovo indifferente e distaccata, così come quando sento di inondazioni o valanghe che quasi quotidianamente accadono nel mondo. L'unica differenza è che quando il fulmine cade vicino, il rumore è più forte! Sono cose che càpitano: mica sistemo qualcosa se vedo tutti i telegiornali o ascolto radio per 24 ore.
Spiego perchè sono infastidita da tutta questa attenzione: l'associo a voyerismo e alla soddisfazione nel pensare che poteva capitare a noi, e invece è capitato a loro. C'è una morbosa e non troppo inconscia sensazione di piacere nel sentirsi privilegiati perché esenti da catastrofi naturali. Gioia e conseguenti sensi di colpa derivanti dalla sofferenza altrui.
Perché tutto questo cinismo? Non sono certa, ma una componente potrebbe derivare dal fatto che i soldi stanziati negli '80 per ricorstruire la casa dei miei nonni in Irpinia sono arrivati 2 anni fa.