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sabato, novembre 24, 2007
Entrata nel tunnel
E' un'asta a perdere: vince chi propone il prezzo più basso, a condizione che quella cifra sia offerta da una sola persona. Dove ci guadagnano? Per ciascuna offerta devi pagare 2€ su conto prepagato...
Se vuoi entrare anche tu nel tunnel, avvisami, così ti do il codice e mi regalano 2 puntate.
martedì, novembre 13, 2007
Free Rice
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domenica, novembre 11, 2007
Il nuovo arrivato
L'altra volta parlavo del nuovo divano arancione. In questi giorni ho mandato in riparazione il letto, il quale è stato sostituito dal divano letto, il quale è stato sostituito dal nuovo arrivato. Eccolo:

Non è meraviglioso? E' anche comodo, avendoci il fisico! Ottimo allenamento pre-sciistico sedersi e alzarsi: simula perfettamente l'affondo nella neve fresca e la difficoltà a risollevarsi (snowboarder e sciatori imbranati capiranno esattamente a cosa mi riferisco).
sabato, novembre 03, 2007
A caldo
Ho fatto l'Erasmus a Porto. Ormai sono passati 9 anni. Per i primi anni sono tornata ogni tanto a trovare i miei amici che inevitabilmente sono stati la mia famiglia per un anno. Poi ho smesso: un po' per inerzia e molto perché faceva male rivivere quasi da turista la città che era stata così speciale. Ed era un sacco che non tornavo in terra lusitana.
Le due befane però erano a Lisbona per lavoro e si sono organizzate il ponte... non ho resistito: le ho raggiunte! Sono appena tornata e scrivo qui di getto le sensazioni.
Appena messo piede in suolo portoghese ho cominciato a vivere l'alternanza di fortissime sensazioni: malinconia, ebbrezza, curiosità, confusione, tristezza, allegria. Nel vortice schizzo-emozionale, comincia quella che poi è stata una costante di questi 3 giorni: la ricerca del portoghese perduto. E quando dico portoghese non mi riferisco all'amico o all'ex-fidanzato, ma mi riferisco alla lingua.
Con orecchie da elefante e fare disinvolto, mi avvicinavo a gruppetti di persone cercando di testare la mia comprehension (anzi, no: compreensão). Venivo però distratta da una conversazione telefonica di qualcuno che passava e che seguivo per cogliere il filo del discorso. Seguendolo mi bloccavo davanti ad un televisore per cercare di capire.
Recuperato un minimo di controllo, passo al livello superiore: to speak (anzi, no: falar). Mi fermo al chioschetto informazioni. Scena tipica in questi casi: sparo la frase che mi ero preparata con tanta cura (ecco cosa ho fatto ferma per 10 minuti a due metri dal chioschetto!), orgogliosa di dominare la lingua proprio come tanti anni fa. Nel pieno del crogiolamento, stringendomi mentalmente la mano e dandomi ricche pacche sulle spalle, arriva la doccia fredda: non capisco la risposta! Pode repetir, por favor è tutto quello che il mio cervello deluso riesce a produrre.
Nell'autobus sono così presa a guardare fuori, a riconoscere cartelli autostradali e insegne di negozi, a domare i ricordi e controllare la commozione, che salto la fermata. Ed ecco che mi ritrovo catapultata al livello superiore: conversação. Parte la chiacchiera con l'autista dell'autobus. Alla fine ce l'ho fatta!
Appurato che con una rispolverata e un po' di lubrificante, riuscivo ancora a fare la mia porca figura, ho potuto concentrare i miei sforzi per riaquistare il controllo delle emozioni e smettere di commuovermi appena vedevo l'insegna di un Pingo Doce! Questa è stata più dura, ma forse adesso posso anche azzardare una capatina a Porto. Magari in primavera...
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