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domenica, luglio 23, 2006
Il re del pop!
. - che concerto era? non ricordo
U - il mio prossimo ex marito. Ho deciso di vivere coi suoi miliardi
. - capisco. Lui è d'accordo?
U - non lo sa ancora. Contavo molto su un colpo di fulmine ieri sera, ma doveva essere un po' stanco o malato: non mi ha notata... Eppure eravamo pochi intimi
. - eh, strano, in effetti
giovedì, luglio 20, 2006
Livellàti
La mia macchinina, dopo 130mila chilometri e 10 anni di onorata carriera, incomincia ad evere un po' di acciacchi. E' per questo che da un po' mi guardo in giro per individuare una valida alternativa.
Ovviamente, in quanto donna (almeno così dicono), le mie attenzioni sono rivolte esclusivamente a forma, marca trendy, design e colore. Ed è proprio sul colore che vorrei soffermarmi.
Come mai il 90% (forse anche di più) delle macchine attualmente in circolazione coprono tutta la gamma dei grigi? Secondo Wikipedia, l'occhio umano è in grado di distinguere nettamente in media 16 livelli di grigio, ma secondo me le case automobilistiche questo non lo sanno.
Dal nero presidenziale al bianco taxi, le sfumature intermedie ci sono tutte. Unica variazione è eventualmente il blu, preferibilmente se perlato... praticamente tendente al grigio!
Anche io, lo ammetto, inizialmente mi stavo orientando al grigio, ma alla luce di questa osservazione, mi sa che la prendo arancione per combattere l'appiattimento. Arancione, il colore per pochi intimi: io, il blurmf e gli autobus di linea!
martedì, luglio 18, 2006
Bianco, rosso e cyan
Sopravvissi alla finale da Parigi. Confesso che la maglietta non l'ho indossata durante la finale: mi hanno intimorito i 3 morti della semifinale, i fumi dello champagne, gli animi francesi eternamente in sommossa, la polizia e i lacrimogeni all'arco di trionfo subito dopo la consegna della coppa.
Temevo in particolare una rivisitazione della capocciata di Zidane sulla mia scritta!
Ma il giorno dopo non ho resistito: l'assolato cielo di Parigi ha giocato con le ombre delle nuvole alla Heidi sulla mia magnifica maglietta, sfoggiata con orgoglio occasionale.
Non ho mai ricevuto tanti insulti in vita mia, ma per onestà devo anche dire che le congratulazioni hanno superato gli improperi: bilancio positivo!
venerdì, luglio 07, 2006
Se non torno donate i miei organi!
La prima volta che l'ho detto, avevo 18 anni e uno zaino in spalla più pesante di me: stavo partendo per l'ultimo campo estivo con gli scout.
Ora lo dico perchè sto partendo per Parigi, determinata ad indossare la maglietta dell'Italia domenica sera sotto la torre Eiffel...
mercoledì, luglio 05, 2006
Confondere
Confondo l'amore con l'amicizia (2)... o più semplicemente, mi confondo (3)!
Lemma: confondere Etimologia Dal lat. confunde°re, comp. di cu°m 'insieme' e funde°re 'versare' Definizione v. tr. 1 mettere insieme, mescolare senza alcun ordine 2 scambiare una cosa o una persona per un'altra 3 rendere indistinto, meno chiaro | (fig.) turbare; mettere in imbarazzo; rendere incapace di parlare o di pensare 4 (estens. lett.) umiliare, mortificare
martedì, luglio 04, 2006
Secondo me si somigliano!

sabato, luglio 01, 2006
Quando è il momento più giusto per avere una brutta notizia?
Di prima mattina ti rovina tutta la giornata, ma arrivata la sera il peggio è passato.
Di pomeriggio forse è il momento migliore: hai un po’ di ore godute e un altro po’ per ammortizzare il colpo.
Di sera prima di andare a dormire è sicuramente il momento peggiore. Non hai tempo di assimilare e quindi hai gli incubi: dormi male e poco e ti svegli la mattina che non pensi ad altro. Non solo la giornata è rovinata, ma non hai neppure le forze per affrontare a testa alta la situazione.
Durante il weekend dipende: se è uno di quei WE che non hai un attimo libero, allora va bene; ma se per caso è uno di quelli inattivi, sei rovinato! Non avendo la testa impegnata in altro, passi due giorni in depressione e addio relax. Il rischio è di compromettere l’intera settimana successiva.
Se poi la notizia ti arriva a cavallo tra venerdì e sabato, prima di andare a dormire, allora ti riduci come me adesso…
Ricordatemi che prossima volta le brutte notizie me le devo far dare mentre guardo la tv. In quei momenti sono come sotto anestesia: non reagisco a niente.
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