|
venerdì, luglio 30, 2004
Cibalginaduefast
Ero in tang est, come al solito in gaudente e gaudioso ritardo, coi finestrini abbassati (causa turboboost attivo), occhiali da sole e vento tra i capelli (quasi come se la mia possente 106 fosse un SLK, ma in fondo mi è utile per finire di asciugare i capelli), e radio dj a palla quand'ecco che arriva la pubblicità:
vocediunaleiacaso "Tra il cinema e la palestra? La palestra!"
vocediunluiacaso "Tra un libro e la moto? La moto!"
voceimpostata "Cibalginaduefast: per essere liberi di scegliere"
Penso. Mi immedesimo prima nella lei, poi nel lui, poi nel pubblicitario. Non capisco. Io soffro di mal di testa, e devo dire che conosco un bel po' di persone che ne soffrono. Sono quindi il perfetto target di quella pubblicità. Indipendentemente dal mio concordare con le scelte di vocediunaleiacaso e di vocediunluiacaso, la stragrande maggioranza dei malati di testa che conosco farebbero le scelte inverse.
Non so perchè, ma io immagino sempre i malati di testa affogati in un divano a leggere un libro, oppure ipnotizzati davanti ad un film, rifuggianti le sollecitazioni sussultoree causate dalla palestra e terrorizzati dal pensiero di prendere troppo vento in moto. Forse è perchè usano troppa poca cibalginaduefast?
giovedì, luglio 29, 2004
Gates chi?
Avevo scritto tutto un bellissimo post, col massimo dell'impegno. Era anche ironico, elegante, divertente: praticamente un pezzo unico in questo blog.
Peccato che il pc mi sia andato in dump, e una volta che ti appare quella cavolo di schermata blu, tutto quello che puoi fare è spegnere, riaccendere e fare finta di niente. Come se cominciassi a lavorare in quel momento. Le prime volte mi arrabbiavo, ora mi sto avvicinando all'illuminazione zen.
martedì, luglio 27, 2004
Ghiotta opportunità
Oggi ho cambiato capo: riporterò direttamente a colui che era il capo del mio capo. Mi hanno comunicato la cosa entrambi, col sorrisone hanno detto "Urmf, ora il capodelcapo sarà il tuo capo. Una grande opportunità di crescita!", e io "E quale sarà quindi ora il mio ruolo?", e loro "Gestirai l'organizzazione della situazione dei progetti da gestire in base all'organizzazione gestibile dalla situazione di quello che dicevamo prima", e io "Praticamente il mio lavoro non cambia?", e loro "Come no! Cambia radicalmente: dovrai gestire l'organizzazione della situazione dei progetti da gestire in base all'organizzazione gestibile dalla situazione di quello che dicevamo prima", e io "Praticamente il mio lavoro non cambia!", e loro "Cosa ne pensi? Ti va bene?", e io "Bhè, se non sbaglio non ho alternative".
Non l'hanno presa molto bene. Credo di aver celato troppo bene il mio entusiasmo... (si sente il tono ironico, vero?)
lunedì, luglio 26, 2004
*counter*
Dopo poco più di un anno di post, il counter di splinder ha superato le 10000 visite: era ora!
Si mette il maglione al bimbo quando la mamma ha freddo
telefonata del sabato mattina
M- "Urmf, tesoro ammammà, chiama il tecnico o per lo meno chiama il numero verde"
U- "mmghnn eh, si mamma, altri 5 minutini e mi alzo, solo non tirarmi le coperte"
M- "Ma che stai dicendo?! Ti sto solo ricordando di chiamare il tecnico"
U- aprendo a stento un occhio"Mà, ma che ore sono? Qui è tutto buio"
M- "9.07 di un meraviglioso e accaldatissimo sabato mattina. Devi chiamare il numero verde subito, così magari in mattinata sistemano tutto"
U- alzandosi e andando verso la finestra stropicciandosi gli occhi "Numero verde? Ma quale numero verde? Mamma, io il sabato prima delle 11 non connetto"
M- "Volevo avvisarti in tempo, così magari riesci a farti riparare il condizionatore prima dell'afa di mezzogiorno. Fa troppo caldo, non puoi stare senza."
U- dando un'occhiata al cielo "Mà, guarda che piove"
M- "Smettila Urmf con queste scuse: è solo pigrizia! Ma ti pare che piove? Qui c'è un sole che all'una butto la pasta direttamente a mare, che tanto è già salata"
U- "Ma che scuse, Mà. Non senti i tuoni? Qui il cielo è nero ma nero veramente. Anzi, ti dirò... fa anche un po' frescolino..."
M- "Sul serio? Stavo pensando... e se venissi lì? Arriverei in serata."
Ci risiamo! Milano e Napoli sono decisamente troppo ben collegate: mi toccherà trasferirmi in Australia
venerdì, luglio 23, 2004
Revisione periodica
Pochi istanti fa, parlando di virus e del fatto che praticamente solo i sistemi Windows ne sono affetti, ho sostenuto che i server windows sono come cani di razza: si ammalano facilmente. Ma nell'esatto momento in cui lo dicevo, anche grazie agli sguardi shockati dei miei colleghi, mi rendevo conto che il mio humor ha bisogno di una revisione. Giuro che so fare di meglio!
giovedì, luglio 22, 2004
K.I.T. (ke incredibile trabiccolo)
Mi stavo immettendo in tangenziale, in procinto di sorpasso. Con una ricca seconda ingranata mi rendo conto che non ce la posso fare, e c'è grosso rischio che il tir in arrivo debba frenare e imprecare (odio quando imprecano contro di me!). E' a quel punto che ho l'illuminazione "il bottone, premi il bottone!". Lo premo, la macchina riprende potenza e scatta in seconda corsia senza nessun problema. Terzaquartaquinta ed è fatta: anche stamattina sopravvivo brillantemente all'inserimento in tangenziale.
Il bottone dell'aria condizionata è il turboboost!
mercoledì, luglio 21, 2004
Massima minima
"In passato ho sempre puntato sulla mia personalità per far colpo sugli uomini, poi ho deciso di farmi bionda"
martedì, luglio 20, 2004
Chiodo scaccia chiodo...
...solo se lo conficchi nel punto opportuno, altrimenti è solo un altro chiodo che si aggiunge.
lunedì, luglio 19, 2004
Quante parole!
Io riassumo.
Ci sono invece delle persone che per esprimere un concetto più o meno complesso, o un semplice pensiero, o addirittura una banale informazione che può interessare come può anche non interessare, hanno l'abitudine di usare molte, moltissime parole; hanno anche l'abitudine di aprire parentesi in argomento (come ad esempio questa) o completamente fuori argomento (a proposito [???], ieri ho messo un piede su una sigaretta accesa). Potrebbero continuare per ore a parlare dell'aria fritta, e usciresti dal discorso con i vestiti che puzzano come dopo aver passato una giornata in una friggitoria. Anche io potrei dare una dimostrazione di come riempire pagine intere di discorsi inutili, ma rischierei di perdere quei tre lettori affezionati che magnanimanete vengono a trovarmi quotidianamente. Oppure potrei rendermi conto che un blog altro non è che pagine e pagine riempite da parole assolutamente inutili. Potrei, ma non lo farò, perchè alle volte si nota la pagliuzza nell'occhio altrui ma non la trave nel proprio (come disse Polifemo). Giuro che in questa mia dimostrazione mi sto trattenendo, perchè potrei continuare così ad oltranza, ma mi fermerò qui per darvi un esempio pratico: ad esempio Sorri, dopo mie ripetute minacce, ha quasi smesso di lasciarmi messaggi in segreteria, messaggi del tipo: "macciao Urmf, ho provato a chiamarti ma visto che attacca la segreteria vuol dire che o hai il cellu spento, o non sei raggiungibile oppure stai parlando con qualche altro. So che i messaggi in segreteria non ti piacciono perchè pago io che parlo e tu che ascolti, me l'avrai detto un milione di volte, e quindi per dimostrarti che anche io ho il dono della sintesi quando mi ci metto di impegno, cercherò di essere breve breve e di parlare il meno possibile così, non solo non ti arrabbi, non solo spendo di meno, ma mi alleno all'ermeticità, che come sai non è una dote che mi viene spontanea. Volevo solo dirti che magari più tardi ti richiamo, sperando di non dimenticarmi nel frattempo il motivo di questa telefonata. Ecco ho finito? Che ne pensi? Ho lasciato un messaggio breve? Bhè, ora ti saluto che ho appena tolto le costine di maiale dal fuoco, e sai bene che non mi piace mangiare freddi i piatti che vanno mangiati caldi. Scappo che ho fretta, ti richiamo dopo, ma se senti il messaggio e hai tempo richiamami tu, ma senza imegno che tanto non è urgente. Ciao".
venerdì, luglio 16, 2004
Cos'è che volevo dire?
Ieri ero al concerto di Daniela Mercury al Festival Latinoamericando. Ma non era questo che volevo dire.
Al forum c'erano frotte, sciami, vagonate, tonnellate di zanzare. Ma non era questo che volevo dire.
Il concerto è stato carino, lei instancabile, e ho anche incontrato Chiara e Matteo. Ma non era questo che volevo dire.
Il pubblico era molto allegro, e logicamente era pienissimo di brasiliani. Ma non era questo che volevo dire.
A metà concerto un po' alla volta si sono insediati vicino a noi un folto gruppo di travestiti. Ma non era questo che volevo dire.
Ho passato il resto del concerto ad osservarli con sommo interesse, tipo documentario. Ma non era questo che volevo dire.
C'erano due avventori apparentemente etero, che si strusciavano su di loro, le/li toccavano ovunque e facevano simpaticissime foto digitali ai loro procaci, seminudi ed esibizionisti seni. Ma non era questo che volevo dire.
I due avventori somigliavano molto ad un paio di miei colleghi: ora come faccio a non ridere quando li incontrerò? Ecco, questo volevo dire.
mercoledì, luglio 14, 2004
Il fusibile unpardepa!
Come dicevo, la ventola non parte. Osvaldo il meccanico la settimana scorsa ci ha messo un nanosecondo a sistemare tutto, sostituendo il fusibile rotto con un bel pezzo di cavo metallico. Gli ho fatto notare che se lì c'è un fusibile, magari c'è anche un motivo, e che forse un collegamento diretto mi manderebbe in corto tutto il sistema elettrico, ma cosa può mai capire di queste cose una giovane bionda con le tette grosse? (pls no comment su giovane... e facciamo manco su bionda... ma sopratutto non sulle tette grosse!!!).
Risultato: ieri mi ri-parte la ventola e mi ri-va in ebollizione la macchina. Osvaldo stamattina al telefono confessa che magari è la ventola bloccata che mi manda in corto il tutto "portamela qui venerdì, va'".
Morale: il fusibile non è l'unico ad avere una vita difficile!
martedì, luglio 13, 2004
Pit-stop
Proprio ieri sera ci pensavo. Non so perché -veramente lo so, ma sto facendo finta di niente...- ero lì in meditazione quando ho ricordato un discorso fatto con la Vecchia Quercia qualche settimana fa. Il suo discorso non faceva una grinza, e devo dire che pensandoci su, anche a mente fredda, la teoria che mi esponeva non era infondata: tuttaltro! Empiricamente e quindi statisticamente e quindi evidentemente aveva ragione. Mi stupisco anche di come, in tutti questi anni, non l'abbia mai notato, nè nessuno me l'abbia fatto notare, eppure è così palese. Forse è talmente nella natura umana che non ci si fa poi tanto caso...
Gli uomini quando vanno al bagno per quello che mio padre chiama "il grande atto", ci rimangono a tempo indeterminato; non c'è impegno che tenga, non esiste il mondo esterno: solo loro, quelle intime 4 mura, il giornale/libro/rivista/tomo/saggio e l'adorata carta igienica. Le donne non fanno in tempo a sedersi che già fremono per alzarsi; non accettando quella perdita di tempo, la rendono fruttuosa: limano unghie, spolverano tutto il raggiungibile, verificano istruzioni e date di scadenza, eventualmente fanno anche una telefonata.
lunedì, luglio 12, 2004
L’interesse dello stato interessante
I miei hanno una casetta al mare. Ce l'hanno da prima che nascessi, come quasi tutte le persone che hanno la casetta al mare sul litorale domitio (diciamo ad un terzo di strada tra Napoli e Roma). Questo significa che non solo ci conosciamo un po' tutti tra di noi, ma che ci conosciamo da quando siamo nati.
Da mercoledì fino a ieri ero lì, prima con la mia mammà e poi il weekend col mio papà, zii, cugini, nipoti, amici, conoscenti vari. E fin qui niente di anomalo.
L’anomalia è sorta già da mercoledì dopo le prime ore passate in spiaggia: chi può mai esserci di giorno feriale a prendere il sole nell’esotica Bahia Mureña? Frotte di miei coetanei (±5 anni) figli-dotati o pancione-dotati. Il disagio sorgeva nei primi istanti di conversazione: non capisco perché le persone che hanno messo su famiglia (per scelta il 20%, per incidente di percorso l’80%) si aspettano che i coetanei (±5 anni) o facciano altrettanto, o siano in procinto di fare altrettanto. Del tutto inutile cercare di far notare che a noi va bene così, che non siamo ancora pronti, che non abbiamo fretta.
“URMF! Maddaquantooo! Ma non ti si vede mai, da quando vivi a Milano non scendi più, visto miafiglia/miofiglio/pancione? E tu? Ma come, niente ancora? E dov’è la tua metà? Ma come, niente ancora? E quando torni a lavorare giù? Ma come, niente ancora? Ma come fai? A Milano la vita è troppo frenetica, la gente è fredda, la vita costa troppo, e poi lì c’è la nebbia, non c’è il sole, il caffè è una schifezza. E poi che senso avrebbe farti una famiglia su? Tanto prima o dopo tornerai giù, vero? Chi è nato a Napoli non può vivere senza il mare!”
La frase conclusiva poi varia a seconda del grado di affetto/pena che provano nei miei confronti, o anche dal grado di ottimismo:
OpzioneA- “Non demordere: prima o poi succederà anche a te”
Qui scattano i riti scaramantici tramandati per generazioni in ciascuna famiglia meridionale che si rispetti
OpzioneB- “Sbrigati però, che l’età avanza”
In questo caso l’unico modo per uscirne a testa alta è prendere il remo del pattino di salvataggio e suonarlo vigorosamente e fragorosamente –a monito per gli astanti- sul cranio del coetaneo (±5 anni)
OpzioneC (la mia preferita)- “Ma sei single?! Che culo che hai! Se potessi tornare indietro farei esattamente come te! Sono troppo giovane per tutto ciò!”.
Evviva la sincerità!
PS Carmelì, ogni riferimento a fatti o persone in questo post è puramente causale... niente di personale, eh!
mercoledì, luglio 07, 2004
Almeno ho la salute
Assisto con timore ad una spirale di sfighe: nelle ultime due settimane quasi ritmicamente ho raccolto sfoghi di amici con problemi man mano crescenti. Ieri è stato il culmine. Spero di aver raggiunto il vertice della spirale, anche perché difficilmente riuscirei ad immaginare una situazione peggiore di quella di Fà.
La parte cinica che è in me -per altro niente affatto trascurabile- sollecita un pensiero: i problemi seri di chi mi sta intorno ridimensionano i miei. Quasi quasi gioisco... ma poi mi sovviene che chi mi sta intorno sono i miei amici, e i loro problemi sono anche i miei. Non gioisco più.
Che forza d'animo esce da personalità apparentemente deboli! Che debolezza esce da personalità apparentemente forti!
Che fortuna che ho io!
venerdì, luglio 02, 2004
L'amicizia
Ho la tendenza a non aspettari niente in cambio. Secondo voi è bene o è male?
giovedì, luglio 01, 2004
L'ammiraglia
(Macchina rotta) + (mamma e papà saliti in macchina) = (vado in ufficio con l'ammiraglia).
Chi si è abituato negli anni a muoversi nel traffico con -nell'ordine- un Sì, una 500, una 106, una bicicletta, una CB500, quando si trova a guidare una Kappa per le strade di Milano si disorienta un minimo, o no? E' vero che bisogna stare attenti alle dimensioni, che le curve le si devono prendere un po' più larghe; ma è anche vero che ti si dimostra un rispetto diverso: gli altri automobilisti sono leggermente intimoriti dalle dimensioni.
Ho provato una certa soddisfazione: nessuno ha un autoarticolato da prestarmi per una mezza giornata?
|