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mercoledì, giugno 30, 2004
C'è libro e libro...
Tutti fanno i regali a Flo che parte, ma io no. Io ho deciso che fare un regalo per la partenza è un po' come festeggiare la prossima mancanza, è un po' come dare qualcosa in ricordo, come se non ci vedessimo più. Io non me la sento: che ci sarà mai da festeggiare?! Non voglio lasciarle un ricordo in questa occasione, ho intenzione di vederla spesso, ecco! Faccio questi pensieri, mi convinco che è il gesto simbolico più giusto, le spiego con soddisfazione e sicurezza tutto la mia semplice opinione. Invece è Flo a fregarmi: mi regala un libro.
Ho l'impressione che voglia suggerirmi qualcosa...
martedì, giugno 29, 2004
Io entro in sciopero
Domani arrivano i miei: entrambedue in forze. Sempre domani Flo parte definitivamente.
La macchina, restaurata dopo solo due mesi dall'incidente, mi va in ebollizione (sarà perché non parte la ventola?). Urge litigata col carrozziere.
Quella cima del vice-capo ha delle perplessità ad approvarmi la nota spese, quindi vuole aspettare il ritorno del capo il 17 luglio VC - suvvia Urmf, non saranno mica quei 2500€ a farti andare in rosso U- no, ma ti pare... saranno sicuramente i 2600€ della riparazione della macchina con i 3000€ spesi intorno alla moto.
La cosa stupefacente di queste cose è che in realtà sono inezie a confronto di altre cose che mi ruotano intorno: indubbiamente ho passato momenti migliori.
lunedì, giugno 28, 2004
La saggezza stanca
[sag-géz-za] s. f. virtù, qualità che consiste nella capacità di seguire la retta ragione nella condotta della vita, nell'agire, nel valutare, nel consigliare secondo un criterio di prudenza e di equilibrio; la sapienza che deriva dall'esperienza e si applica all'attività pratica: parlare con grande saggezza; la saggezza dei vecchi.
...la saggezza dei vecchi... mumble... in questi giorni ho la forte sensazione che le persone che ho intorno mi considerino una vecchia e saggia fonte infinita di consigli, conforto, ascolto e pazienza. Ho passato la maggior parte del fine settimana a consolare, ascoltare, elargire consigli, trovare soluzioni a problemi più o meno gravi.
Bhè, mi spiace dover ammettere che sto esaurendo la pazienza. Mi spiace dover confessare che la mia saggezza ha bisogno di andare in vacanza e che questa fonte si è esaurita: in questi giorni i problemi degli altri mi sembrano paradossalmente delle inezie che pesano come macigni.
Perché pochissime persone sono disposte ad ascoltare, mentre sono in mille in fila pronti a sfogarsi?
domenica, giugno 27, 2004
Epicuro: piacevole sorpresa
Mi incuriosisce una dotta citazione del Rosso e vado subito sull'antidoto vitale alla mia ignoranza, sulla fonte infinita di conoscenza, sul mio vero punto di rifermento: gugol. Data la mia proverbiale carenza di memoria, non mi stupisco di non riconoscere neanche vagamente il suo pensiero, ma una serie infinita di aforismi, pensieri, massime, mi colpiscono. Ne riporto qui un campione:
Non si deve invidiare nessuno; visto che i buoni non meritano invidia, ed in quanto ai cattivi, più essi trovano buona sorte più si rovinano.
Il supremo frutto dell'autosufficienza è la libertà.
Le argomentazioni lunghe e quelle brevi portano allo stesso fine.
Nessun piacere è di per se stesso un male: però i mezzi per procurarsi certi piaceri arrecano molti più tormenti che piaceri.
venerdì, giugno 25, 2004
Mammà e la 500
La mia mammà ha una 500 fiat gialla di quelle vecchie. Ce l'ha da prima che nascessi io. Non riesce a guidare altro. Una volta l'ho portata in uno spiazzo e l'ho fatta esercitare sulla 106, ma niente: lei è 500-dipendente.
Una delle innumerevoli volte che ha portato l'adorato rottame dal carrozziere per tappare alla men peggio i buchi di ruggine, ha avuto luogo questo interessantissimo scambio di frasi veloci, che fa capire piuttosto bene il tipo di ironia della quale è fornita la mammà:
Carrozziere sarcastico- Marò Signò! Certo che ne avete prese di botte, cò 'sta machina!
Mammà orgogliosa- Ehhhhhhhhhh, ma dovete vedere quante ne ho date!!
giovedì, giugno 24, 2004
I punti di oggi
1. in ufficio in moto: l'andata è stata fatta senza intoppi, speriamo di sopravvivere anche al ritorno!
2. in ufficio dopo 5 settimane: U-"Allora, si è sentita la mia mancanza?" C-"Perché, non c'eri?"
3. nota spese: non riesco a trovare alcune ricevute... vuoi vedere che alla fine ci smeno anche dei soldi?
4. stasera riunione dei consiglieri di condominio: devo smetterla di far finta di essere responsabile!
5. se non farò la spesa stasera avrò dei problemi di organizzazione per la cena: nessuno conosce una ricetta con fette biscottate, limone, ghiaccio, birra e un formaggino? No, perchè l'urmfcambusa non offre altro.
mercoledì, giugno 23, 2004
Tracciato demenza attivo
Ieri un mio collega mi ha detto "Urmf, non commettere l'errore di dare per scontato che le decisioni altrui si basino su uno modo comune di pensare. Sopratutto non commettere l'errore di dare per scontato che se l'hai capito tu, allora lo può capire anche un altro". Questa frase l'ho presa lì per lì come un complimento e l'avevo archiviata, ma mi è tornata in mente in tutta la sua semplicità stamattina mentre facevo colazione in albergo, durante un'interessantissima dimostrazione di quanto l'intelletto umano sia flessibile.
L'ultimo giorno Torinese: ho pensato che dopo queste settimane di fatica meritavo tutto il tempo che volevo per fare colazione; così scendo e inizio la missione-colazione: un gigantesco, delizioso ed artigianale saccottino al cioccolato, un panino caldo appena sfornato, una canonica vaschetta di nutella e come lubrificante aranciata e the. Tempo totale stimato per portare a termine la missione: 10 minuti.
Mentre addento il sublime saccottino, noto una cameriera che, col supporto morale di un altro cameriere che dirigeva ma non interveniva, cercava di apparecchiare un tavolo rotondo con due tovaglie quadrate ruotate l'una rispetto all'altra di 45°. La prima tovaglia era già posizionata, e il tavolo era già apparecchiato per 2. Al primo tentativo la cameriera ha lentamente spiegato la tovaglia coprendo le vettovaglie. Poi ha proceduto per quarti: lentamente liberava un quadrante del tavolo dai piatti, con calma sistemava la tovaglia in quel quadrate, poi senza fretta ne liberava un altro per sistemarlo, e così via. Terminata l'opera ha scoperto che la seconda tovaglia non era ruotata di 45°, bensì allineata. Allora, sempre con la supervisione del secondo cameriere, immobile ma verbalmente partecipe -"non così", "ecco, così va bene", "macosastaifacendo?"-, e sempre con somma attenzione, ha tolto la seconda tovaglia e, con la stessa oculata tecnica quadrantica, ha rimesso la seconda tovaglia opportunamente ruotata di 45°. Purtroppo una volta completato l'arduo lavoro, si è resa conto che la seconda tovaglia era al contrario, con le cuciture in vista. Così, con un giusto borbottamento di sottofondo (proprio, del cameriere e anche un po' mio), ha ricominciato tutto da capo.
Intanto i miei 10 minuti di colazione erano passati, e l'ho lasciata lì, intenta a sistemare il 3° quadrante per l'ennesima volta. Non saprò mai se alla fine c'è riuscita, ma giuro che ho dovuto trattenermi dall'andare lì a darle una mano. Le avrei voluto scrivere una semplice procedura per apparecchiare quel maledetto tavolo (tipo: mettere i piatti sul tavolo solo dopo aver messo TUTTE le tovaglie), ma avevo paura che questo mio intervento avrebbe potuto scatenare le ire del caposala.
martedì, giugno 22, 2004
Ieri ci avevo il Mal Di Testa
Ho sempre sofferto di mal di testa. Logicamente c'è mal di testa e Mal Di Testa. Non parlerò dei mal di testa, che ormai arrivano e neanche li noto, ma parlerò dei veri Mal Di Testa, quelli scanditi dalle mezzore: sei a terra per la prima mezzora, nella seconda mezz'ora lentamente ma inesorabilmente il male infetta anche lo stomaco, la terza mezz'ora la passi in strettissima compagnia del water, la quarta mezz'ora preghi di morire subito in quell'istante, per porre fine alle tue sofferenze, e ti convinci che in fondo quattro chiodi nelle carni non possono aver fatto più male di così. Dopodichè, se la fortuna ti assiste, credi di addormentarti ma in realtà svieni; se la fortuna non ti assiste, si entra nell'infinito loop della terza e quarta mezz'ora fino al sopraggiungere della fine.
La mammà ogni tanto mi ricorda di quando, in tenera età, la intrattenevo per ore con rilassanti nenie tipo "homalditeeesta, homalditeeesta, homalditeeesta". Durante il periodo dell'università, ogni giorno dopo aver fatto un esame, indifferentemente scritto od orale, ero KO col Mal Di Testa. La cosa bizzarra è che il MDT veniva solo se superavo l'esame: una sorta di tributo da pagare, un sacrificio in cambio del voto.
Con gli anni la frequenza dei Mal Di Testa si è drasticamente ridotta, ed ora appare in maniera assolutamente casuale, ma statisticamente con scadenza semestrale.
Costante invece negli anni la mia ostinazione nel rifiutarmi di prendere medicine: il moment non sempre ha effetto, la novalgina peggiora la situazione, l'aulin mi fa passare tutto, incluso quell'aborto di coscienza spazio-temporale che mi è stato dato in dotazione. Il problema comune di questi rimedi è che, se sto entrando nella terza mezz'ora, la medicina verrà espulsa prima che faccia effetto.
A questo punto una serie di dubbi sorgono spontanei: com'è mai possibile che, dall'alto della mia esperienza trentennale nel campo del Mal Di Testa, io non riesca ancora a capire le tempistiche giuste per assumere lo stupefacente aulin? E' vero che il MDT arriva semestralmente, ed è anche vero che una confezione di aulin contiene duemila bustine e scade dopo 6 mesi, quindi il mio spirito parco (o rabbino, come dice la sorella) lo vede come uno spreco, ma sempre dall'alto della mia esperienza trentennale nel campo del Mal Di Testa, ancora mi chiedo: perché non ho mai la bustina stupefacente quando mi serve? Perché non ricordo mai che nella quarta mezz'ora del calvario venderei un rene o l'anima o qualsiasi cosa pur di non essere a quel punto?
Ringraziamenti: ringrazio l'omino alla reception dell'albergo torinese per avermi fornito la dose di stupefacente necessaria. Come da accordi, verserò i miei prossimi 10 stipendi sul suo conto.
lunedì, giugno 21, 2004
Come si fa a chiamarlo protagonismo?
Io non riesco a vederci niente di male; anzi, non solo mi sembra una cosa piuttosto normale, ma la considero anche sana. Come si fa a dire che una persona che vuole essere un punto di riferimento per chi gli sta intorno, che non vuole rimanere una comparsa a vita ma vuole essere il primo attore, che non si accontenta di quello che gli càpita ma cerca di decidersi il futuro, come si fa -dicevo- a sostenere che questa persona è ammalata di protagonismo?
martedì, giugno 15, 2004
Le ultime parole famose...
"...tanto io ho l'anemia, quindi il mio sangue non gli piace e tendenzialmente mi ingnorano"
In questo istante ne ho contate 18 solo sul braccio destro!
lunedì, giugno 14, 2004
Oggi gioca l'Italia
Ho notato che nel 2000 ero a Bruxelles, nel 2002 ero a Pomezia, a sto giro a Torino: mapperché non posso fare come tutti gli italiani medi e organizzare una pizzata a casa con gli amici per vedere la partita? C'è qualcosa di bacato nel mio lavoro, necessito una revisione!
lunedì, giugno 07, 2004
Gita fuori sportello
Me ne frego del fatto che venerdì sera m'è cascata di nuovo (è aumentato lo svirgolo del freno: pazienza!) e vado in gita con la motomoto. Comincio il giro con timore, all'altezza Lecco ero alla fase paura, al secondo tornante ero al terrore puro. Mi sentivo come la prima volta che si è in cima ad una pista nera: chili e chili di terrore da ignorare perché ormai si e in ballo e si deve ballare. Non c'era un muscolo del mio corpo che non fosse teso al massimo (l'acido lattico mi attanaglierà!). Avevo già quasi accettato il fatto che forse io e la moto non siamo poi così compatibili, quand'ecco che un automobilista frustrato in coda per entrare in città mi regala un motivo di sfogo: da quell'istante il panico è passato. Cari amici vicini e lontani, a questo punto posso dichiararmi motociclista:-)
Fermo restando che devo ancora abituarmi all'idea di avere sedere indolenzito, calli alle mani e dolorini sparsi
giovedì, giugno 03, 2004
Ho visto cose che voi umani...
A Torino mi hanno rinchiuso al piano terra di un palazzone alto alto. In questo palazzone alto alto ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: un sacco di vestiti scuri arricchiti da cumuli di calzini bianchi, maniche di t-shirt troppo lunghe che sbucano da camice a maniche corte, dirigenti che invece di rispondere alle domande si girano dall'altra parte e parlano della juve, direttori che si scaccolano durante riunioni formali, dipendenti a tutti i livelli che minacciano di mettersi in malattia per evitare il lavoro... altro che aziende statali!
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