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venerdì, maggio 22, 2009
Differenza tra rimpianti e rimorsi
Una giovane attrice americana qualsiasi si è fatta tatuare una frase sulla schiena: e fin quì niente di originale. La frase è in italiano: per noi italiani, la cosa sembra anche carina. Peccato l'errore di grammatica.
Io adesso mi chiedo: se la frase è "vivere senza rimipianti", la ragazzina adesso vive con il rimorso di quel tatuaggio?
lunedì, aprile 27, 2009
Quando si nasce con la camicia...
...succedono cose bizzarre tipo il massaggiatore che durante un massaggio rilassante dice che non ne ho bisogno.
C'è ancora qualcuno che pensa che il sabbatico sia stata una cattiva idea?!?
giovedì, aprile 16, 2009
Daniele Luttazzi
«Ammiro molto la stranezza perché è quasi sempre sinonimo di originalità e indipendenza di pensiero» Luttazzi
A me fa ridere! Alle volte certo mi sconcerta per la volgarità gratuita e il gusto del pulp, ma solo perchè sono il risultato di un'educazione puritana. Per fortuna sono anche il risultato di un pensiero libero, e a me Luttazzi fa ridere!
mercoledì, aprile 08, 2009
Faccio outing sul terremoto in Abbruzzo
Non è carino vedere gente morire o perdere tutto in un minuto, ma dopo quei pochi momenti di costernazione mi ritrovo indifferente e distaccata, così come quando sento di inondazioni o valanghe che quasi quotidianamente accadono nel mondo. L'unica differenza è che quando il fulmine cade vicino, il rumore è più forte! Sono cose che càpitano: mica sistemo qualcosa se vedo tutti i telegiornali o ascolto radio per 24 ore.
Spiego perchè sono infastidita da tutta questa attenzione: l'associo a voyerismo e alla soddisfazione nel pensare che poteva capitare a noi, e invece è capitato a loro. C'è una morbosa e non troppo inconscia sensazione di piacere nel sentirsi privilegiati perché esenti da catastrofi naturali. Gioia e conseguenti sensi di colpa derivanti dalla sofferenza altrui.
Perché tutto questo cinismo? Non sono certa, ma una componente potrebbe derivare dal fatto che i soldi stanziati negli '80 per ricorstruire la casa dei miei nonni in Irpinia sono arrivati 2 anni fa.
giovedì, marzo 19, 2009
Isabella Biagini su una panchina
Così recita il titolo di un articolo che parla di una attrice adesso caduta in disgrazia.
Il titolo e la foto suggeriscono una tragedia personale. Buffo poi notare che una casa lei ce l'ha: va sulla panchina per allenarsi in caso le cose peggiorassero. Ancora più interessante invece analizzare bene la foto, dove si nota il makeup che contorna un viso botulinico e una perfetta manicure con smalto in tinta con rossetto e ciabatte di plastica. Va bene sensibilizzare, ma a me sembra si sfiori la manipolazione.
lunedì, febbraio 09, 2009
Problemi di deambulazione
Mammà ha un ginocchio infiammato e non potrà camminare per una decina di giorni. Ieri scendo a Napoli per soccorrere.
Stamattina sveglia alle 8, pulizie varie, colazione e alfine... eccomi col pc di fianco a mammà sul lettone che soddisfo ogni suo estemporaneo desiderio!
E' sicuro che questa non è la configurazione ottimale: domani proverò a sistemarmi nella camera più lontana!
Così a naso, dati i presupposti, mi sa che dopodomani me ne andrò in giro, fuori di casa...: non ho mai accennato alle tendenze dittatoriali di mammà?!?
lunedì, gennaio 26, 2009
In punta di piedi
Oggi è una giornata si. Quando ci sono le giornate si, lo si deve dire in punta di piedi, a bassa voce. Il rischio è che, anche solo dicendolo, svanisca tutto.
Ecche avrà fatto mai Urmf oggi per avere una giornata si?!? Niente proprio: tutto il giorno in casa. Ha lavorato al Progetto, ha sentito gli amici cari, ha ascoltato la musica che trascura ma che ama, ha visto i filmati di venerdì al Sacrestia, ha fatto la sabbatica a 360°!
Ecco, se tutti si sentissero come mi sento io adesso, un qualsiasi posto nel mondo sarebbe un posto meraviglioso! Pur comunque in punta di piedi.
giovedì, gennaio 15, 2009
Questione di probabilità
Rosa viene il martedì mattina a fare le pulizie o, come si dice a Napoli, i servizi: sembra quasi una cosa losca... in effetti è uno sporco lavoro!
Comunque, ogni volta che viene Rosa io mi defilo, per evitare di dover socializzare, ma sopratutto per evitare di dover pulire con lei, e sopratutto per evitare di sentirmi in colpa vedendo fare a qualcuno il lavoro che dovrei fare io. In periodo di anno sabbatico, il defilamento diventa sempre un po' più difficile: 3 ore di palestra sono troppe anche per me!
L'ultima volta allora ho preso il coraggio a due mani e sono andata a comprare finalmente l'aspirapolvere che Rosa aveva fuso a settembre (...ma come cavolo si fa a fondere un aspirapolvere?!?).
Erò lì che vagavo con l'aspirapolvere, buste e bustarelle, quando mi sento chiamare. Con sorpresa ho difficilmente riconosciuto un mio collega di facoltà, che non vedevo da più di 10 anni. Da faccialibro lui sapeva che non ero cambiata e che vivo a Milano, mentre io sapevo che vive ancora a Napoli. Era a Milano per lavoro solo quel giorno.
A parte la stupita, veloce e disinvolta conversazione, vorrei focalizzare l'attenzione sulla probabilità che un evento di questo tipo avvenga. Secondo me può essere comparabile con la probabilità di vincere alla Lotteria Italia: come al solito la dea bendata mi sfiora con sarcasmo. Eppure questa volta avevo due biglietti, non uno!
sabato, gennaio 10, 2009
Once upon a time...
Mi prendo la briga di emulare Fringe e commentare un film
E' una poesia: delicato, ironico, musicale, non scontato. Ne vale proprio la pena, indipendentemente dall'Oscar per la migliore canzone! Non si dovrebbe cambiare una virgola, eppure vogliono farci un musical...
Trivia: Lui è il chitarrista dei The Commitments
lunedì, dicembre 29, 2008
Ecchesaràmai
Mi vanto di essere una superbabysitter: l'approccio è un po' diesel, ma poi i bimbi con me si divertono, stanno buoni e diligenti. Anche i miei amici genitori dicono che sono brava e con piacere ogni tanto me li affidano. La mia specialità è metterli a nanna.
Ieri la s-coppia mi ha dato il nano dopo vani tentativi di metterlo in stand by. Io professionalmente l'ho preso in braccio e mi sono avviata sicura verso la camera da letto, dove luci e suoni erano più adatti al mio compito. Ero lì che già pensavo a quale canzone usare per la ninna, quando mi giro per chiudere la porta e -STONF!- faccio sbattere la testa del nano contro la porta. Un tonfo secco, leggero ma sufficente...
Momenti di panico: un urlo breve, guardo verso l'altra stanza dove tutto tace ma si sentono in sottofondo i punti interrogativi, sempre guardando di lì terrorizzata dall'attacco dei genitori, con prematuro sollievo noto che il bimbo non urla piu, e allora quasi rassicurata finalmente lo guardo... la sua faccia contratta e afona mi fa capire quanto il mio ottimismo sia stato fuori luogo. Si stava preparando per il vero urlo, quello che è finito una ventina di minuti dopo. Dopo che me l'hanno tolto, dopo che madre e padre l'hanno cullato in stereo e dopo che mi hanno presa in giro abbondantemente; dopo aver definitivamente compromesso la mia reputazione.
Unico mio errore? Non aver picchiato più duro: allora si che non avrebbe emesso suono!
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